DalmineStoria

6 luglio 1944: Dalmine ferita

La rievocazione del bombardamento del 6 luglio 1944 non è solo un doveroso omaggio ai Caduti. In un momento in cui c’è chi crede nella violenza per imporre la propria volontà e disegni, diventa un impegno di testimonianza a favore della pace.

Per i dalminesi rappresenta anche un’occasione di riflessione sulla loro appartenenza ad una comunità cittadina che ha un’identità originale ed una storia vissuta particolare, densa di significati, molti dei quali tuttora da approfondire. Compreso il fatto che l’insediamento, qui, di uno stabilimento agli inizi del Novecento ha significato per molte famiglie bergamasche una fonte di lavoro.

Per questi motivi l’Associazione Storica intende avviare una ricerca dedicata ai 278 caduti nel bombardamento di Dalmine, da pubblicare in occasione del prossimo anniversario, 6 luglio 2020.

Recentemente abbiamo recuperato le otto relazioni che gli studenti dei Frati Cappuccini scrissero raccontando Dalmine nei giorni 6-13 luglio 1944 in cui intervennero prestando la loro opera caritatevole di ricomposizione delle vittime così da permettere ai parenti il loro riconoscimento.

Alcuni amici stanno raccogliendo testimonianze di chi allora era presente in Dalmine, memorie già pubblicate nei notiziari parrocchiali o sui giornali. Gloria Vitali de L’Eco di Bergamo metterà a nostra disposizione i racconti di persone da lei intervistate negli scorsi anni. Chi fosse interessato a fornire testimonianze o materiale utile per la ricerca potrà farlo contattandoci e gli verrà riconosciuto il suo contributo nella pubblicazione. 

 

L’Oratorio strumento per fare comunità

Per l’Università Anteas Dalmine, martedì pomeriggiosommario 19 novembre, Claudio Pesenti a nome dell’ASD, ha tenuto una relazione sull’istituzione dell’Oratorio e come la sua opera in Dalmine sia stata importante nel dare la forma di comunità al quartiere centrale, denominato anche company town, che fino agli anni ’60 aveva un’identità aziendale e non territoriale e in cui le gerarchie interne allo stabilimento erano riportate anche nella vita quotidiana all’esterno.

Sintesi della presentazione

Presentazione

 

DalmineStoria n. 4

In edicola e in distribuzione il nuovo notiziario dell’Associazione Storica Dalminese.fanzina_04_19

Per chi fosse interessato a riceverne copia via email, invii una richiesta al nostro indirizzo di posta elettronica.

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Dalmine: vittime del bombardamento del 6 luglio ’44

Pubblichiamo l’elenco delle vittime del bombardamento da parte di aerei inglesi e americani che ha bombardato Dalmine il 6 luglio 1944. In ordine:

  • Elenco in ordine alfabetico
  • Legenda per la suddivisione in reparti e dipendenti da imprese esterne o vittime civili nel quartiere di Mariano
  • Suddivisione per località di provenienza.

Elenco

Indice dei notiziari dell’Associazione 2016-2019

Alla pagina delle pubblicazioni è possibile consultare l’indice delle pubblicazioni aggiornato al luglio 2019.

DalmineStoria, luglio, n. 3, anno IV

Fanzina_03_2019In stampa il prossimo notiziario dell’Associazione dedicato all’anniversario del bombardamento su Dalmine del 6 luglio 1944.

  • Una memoria non solo di Dalmine, editoriale
  • Alla Dalmine in bici, da Sarnico, di Beatrice Tengattini
  • Ai bagni di sole nel luglio del bombardamento, di Gianni Valota
  • Il bombardamento l’ho visto da Berbenno, di Giuseppina Offredi
  • Piazza Caduti 6 luglio 1944: un’intitolazione non scontata, di Valerio Cortese
  • Nuovi libri su Dalmine in collaborazione con A.S.D.
  • I raid punitivi, testimonianze dalminesi
  • La memoria in musica, di Enzo Suardi

Alla pagina pubblicazioni è possibile visionare e scaricare tutti i numeri pubblicati dal 2016 ad oggi.

 

70° Oratorio di Dalmine. L’Oratorio strumento di comunità.

copertina_aDomenica 23 giugno si è svolta la presentazione del libro per il 70° dell’Oratorio di Dalmine con in collegamento Skype da Gerusalemme, dove lavora, uno degli autori, Daniele Cavalli. Il tema affrontato nel libro, l’oratorio come strumento di comunità.

Nell’impaginazione di Giuseppe Paris, troviamo le testimonianze raccolte da Daniele Cavalli e un racconto storico di Claudio Pesenti che illustrano come l’oratorio dagli anni ’70 sia stato strumento per trasformare questa “comunità mancata”, che aveva la sua identità nell’azienda, in  una vera comunità.

L’ultimo capitolo si integra con il profilo storico del libro sulla Torre Greppiana.

1936/2019 Torre Greppiana

Giovedì 20 giugno l’Osteria del Conte ha presentato il libro che parla del restauro della Casa dedavlla libertà con la Torre greppiana (Arch. Giov. Greppi, 1884-1960). E’ l’occasione per condividere con Dalmine la storia di un edificio a cui viene conferito un nuovo e più condivisibile significato. La Torre, in particolare, rimane uno dei cinque esemplari sopravvissuti in tutta Italia, legittimamente posto sotto tutela dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Culturali di Milano. Da un punto di vista culturale il recupero, oltre a ridare dignità ad un’opera d’arte in rovina, ha voluto restituire prestigio ad un edificio storico e alla piazza che lo ospita, che nel progetto urbanistico greppiano era un incrocio di strade che mettevano in comunicazione gli abitati di Dalmine tra loro e l’autostrada, il mondo.

Il libro che accompagna l’inaugurazione dell’Osteria del Conte racconta la ristrutturazione e il restauro dell’edificio a cura dello Studio di Architettura di Mario Cassinelli. Il fabbricato della Casa del Fascio di Dalmine incarna un ideale architettonico fatto di razionalità e armonia geometrica, ai quali l’Arch. Greppi riuscì a conferire robustezza e solidità.

La storia di Dalmine, raccontata da Claudio Pesenti dell’Associazione Storica Dalminese, supera l’orizzonte del Novecento, secolo nel quale la città ha avuto uno sviluppo industriale, economico, urbanistico e sociale veramente impetuoso e tale da schiacciare, per la sua rilevanza, quanto era avvenuto nei secoli precedenti.

Infine, la famiglia Brembilla racconta i motivi che l’hanno spinta a far cominciare un’altra storia alla Torre Greppiana, a lungo abbandonata e destinata a un uso quotidiano che ne faceva perdere le caratteristiche di opera d’arte, pur essendo una dei cinque esemplari rimasti in Italia. Il titolo di Osteria del Conte lo colloca nel solco di una tradizione delle grandi famiglie ed Enti che hanno abitato e valorizzato Dalmine. Per questi motivi l’Osteria del Conte, oggi ospite di questo edificio, non è più un semplice ristorante. Entrare ed esserne ospiti sarà un rievocare la storia, oltre che abbandonarsi al piacere del cibo e delle emozioni suscitate dalla suggestiva cornice.

Dalmine 1918 – 1920

Claudio Pesenti ha tenuto ieri per l’Università Anteas di Dalmine la relazione sul periodo storico indicato nel titolo.

Sintesi della relazionerelazione_1a

Relazione

Numero 3, Anno III

Per pubblicizzare la presentazione del libro Ora vi dico di io … ” Dalmine e la Grande Guerra, è stato pubblicato anche il terzo numero annuale del notiziario dell’Associazione Storica Dalminese. Questi i titoli:

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  • Tenere viva la memoria
  • “Ora vi dico di io…”
  • “Se no moriamo, ci rivedremo. Se moriamo, moriamo per la grandezza dei cimiteri”
  • Un libro che racconta Dalmine e i soldati alla guerra
  • Elenco dei soldati caduti, che hanno avuto un riconoscimento al valore, sopravvissuti e le Crocerossine.

Il libro può essere acquistato presso I libri di Mauro, l’edicola di Via Pasubio o presso la cartoleria Zeus di Largo Europa.